Abuso e maltrattamento dei bambini

Questa è l'occasione per discutere insieme su un problema che investe drammaticamente la società, ma anche l'ambito scientifico e sopratutto quello pratico della prevenzione, della cura e della riabilitazione. Romeo Lucioni Dr.

Sunday, November 20, 2005

Carta dei diritti dei fanciulli.

PROPOSTA PER UNA CARTA DEI
DIRITTI INDIVIDUALI E SOCIALI DEI BAMBINI

La presente proposta è stata elaborata da NI-amami (Network Internazionale contro l’abuso ed il maltrattamenti dei minori), luglio-agosto 2004.

PREMESSA

All’inizio del terzo millennio, l’integrazione tra la maggioranza dei paesi ha portato a condividere la ricerca di un futuro di pace fondato su valori comuni ed universali di dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà.
Alla luce della situazione socio-economica mondiale, nella complessa transizione alla seconda modernità, nella quale l’infanzia si prospetta veramente come elemento protagonista e rinnovatore degli anni futuri, s’impone un approfondimento sui rapporti che intercorrono tra bambini e società, con il fine di creare una vera Comunità Sociale che permetta di superare i limiti di una società sino ad ora individualista, efficientista, arrampicatrice, che tende spesso a dimenticare, a disinteressarsi, ad allontanare ed isolare i soggetti più deboli o incapaci di produrre.
Mentre nel mondo si evidenziano espressioni di decadimento, sadismo e barbarie senza nessun rispetto per la condizione umana, per la dignità ed il valore della persona, visti gli enormi benefici che si traggono dalla struttura postindustriale, la Società richiede nuove forme di impegno nell'ambito sociale: una cultura etico-ecologica nei rapporti economici e politici, negli interventi psico-profilattici e psico-riabilitativi inseriti in un contesto di socializzazione e di globalizzazione dell'assistenza.

PRINCIPI FONDANTI

Non è ancora stata approvata una carta specifica dei diritti dei bambini, ma si riconosce l’obbligo cha hanno gli adulti di rispettarne i diritti naturali, sociali e civili.
I bambini devono essere considerati come persone a tutti gli effetti e che il loro stato di essere in via di sviluppo, sia fisico che psico-mentale, richiede particolari attenzioni, cure, supporti ed aiuti che sono necessari perché si compiano quei processi di “umanizzazione” che portano all’integrazione di un soggetto adeguato per il ruolo e la funzione sociale e culturale che è chiamato a compiere.
Bisogna sottolineare:
A. l’importanza del contatto fisico e della tenerezza che, nelle primissime tappe dello sviluppo psico-mentale, leniscono il dolore, stimolano il sistema immunitario e quello ormonale, attivano le funzioni emotivo-affettive, permettono l’organizzazione del senso di sé e di appartenenza, il senso di valere e l’autosoddisfazione;
B. che intorno ai due anni si sviluppa definitivamente il SNC (corteccia frontale) e si organizzano le funzioni valorative e della socializzazione;
C. quanto sia importante una buona relazione con le figure di riferimento perché si strutturino in modo armonico:
- il sistema rappresentazionale;
- le funzioni di coscienza;
- il pensiero concreto, affettivo e simbolico;
- il linguaggio verbale e non verbale;
- le potenzialità cognitive ed intellettive;
D. che traumi psico-fisici o situazioni croniche di stress determinano alterazioni nell’organizzazione psichica che possono influire negativamente sullo sviluppo o costituire un nucleo profondo che condiziona, anche per lunghissimo tempo, la personalità;
E. il bisogno di un’alimentazione adeguata e sufficiente, di terapie necessarie non solo per la cura, ma anche per la prevenzione e, eventualmente, per il ripristino del benessere psico-fisico ed il superamento di deficit e/o di situazioni di disarmonia dello sviluppo psico-mentale.

CARTA DEI DIRITTI

Prospettando una nuova filosofia socio-politica che cambia l’atteggiamento verso i bambini e vieta ogni discriminazione di sesso, razza, stato sociale, cultura, religione, viene proclamata la seguente Carta dei Diritti:

art.1 definizione del limite d’età minorile che non sia quella cronologica, ma
quella che tiene conto del reale livello di sviluppo psico-affettivo e psico-
cognitivo;
art.2 riconoscimento in ogni ambito politico, amministrativo, relazionale e
scolastico, sottolineando l’importanza della famiglia come nucleo fondante
della società;
art.3 sicurezza d’avere una casa, intesa come luogo capace di favorire il suo
sviluppo armonico, per raggiungere una consona integrazione nella vita
familiare e sociale;
art.4 rispetto della sua integrità fisica unito alla possibilità di sviluppare le sue
potenzialità psico-fisiche e relazionali, in un contesto di pari opportunità;
art.5 protezione da qualsiasi forma di violenza, danno o abuso fisico e/o mentale,
trascuratezza o trattamento negligente;
art.6 certezza di essere curato, accudito, assistito ed affiancato nel processo di
auto-identificazione, di soggettivazione e di autonomia, sia nella
quotidianità, nel momento attuale e nella sua proiezione futura;
art.7 inserimento ed integrazione nella scuola dell’obbligo, nel rispetto delle sue
personali esigenze, senza obblighi dettati da pregiudizi, ritardi organizzativi
e limitazioni alle sue potenzialità di autocontrollo;
art.8 necessità del riposo, dello svago per dedicarsi al gioco ed alle attività
ricreative appropriate alla sua età;
art.9 difesa dallo sfruttamento economico e da qualsiasi utilizzazione impropria
delle sue capacità fisiche e mentali;
art.10 rispetto della persona che non deve subire atteggiamenti di sottomissione
passiva né essere considerato un mezzo per risolvere o soddisfare i desideri
degli altri, non solo quelli espliciti, ma anche quelli impliciti e/o inconsci;
art.11 inserimento senza limitazioni nel proprio ambito sociale (famiglia, scuola,
società) nel rispetto dei desideri, dei bisogni anche più intimi, purché non
siano in disaccordo con le necessità imposte dai processi dello sviluppo
psico-mentale.

CONCLUSIONI

Attraverso la presente carta dei diritti si propone una difesa globale dei bambini che deve essere accettata e promossa da tutte le forze progressiste per creare una COMUNITÀ SOCIALE fondata sulla democrazia, sull’etica, sulla solidarietà.
Per questi principi non sono prioritari il profitto ed il potere, bensì il senso della comunità, il rispetto dell’Altro e la salvaguardia dell’ambiente, valori che devono essere trasmessi ai piccoli nella vita quotidiana per creare le fondamenta di una società più responsabile.
Difendere i diritti dei bambini è scoprire e capire quella stagione d’oro che rappresentano; è dare senso e scopo ad un lavoro quotidiano, a fatiche e sacrifici che acquistano, per questo, una prospettiva di densità affettiva.
Mettersi al servizio dei bambini è creare per noi adulti qualcosa che sarà di loro, i loro segreti più importanti, è mettersi nella dimensione più vera per caratterizzare e valorizzare la nostra voglia di essere Padri.

Sunday, November 13, 2005

Disabilita, disagio, scuola e società.

La maggior parte dei bambini disabili psichici che arrivano all'etàscolastica non ha ricevuto quei trattamenti che una pratica corretta avrebbedovuto attivare. Molte sono le cause di questa situazione a dir pocoperniciosa, perché, ogni qual volta si verifica un ritardo dello sviluppo,il tempo utile per affrontarlo è veramente limitato.
Se si pensa che, come afferma Rita Montalcini, il termine utile perapprofittare della cosiddetta plasticità cerebrale si esaurisce intorno ai10 anni, è evidente che, se si comincia ai 6-7 anni, ne restano solo 4-5utili, che sono pochissimi se l'esperienza terapeutico-riabilitativa ciinsegna che ci vogliono 2-4 anni per il recupero.
Cause della perdita di tempo sono:
§ le difficoltà per arrivare ad una diagnosi precisa. Questo limitenon dovrebbe però risultare un motivo di disturbo per l'inizio degliinterventi terapeutici proprio perché questi dovrebbero essere attivati nonappena i genitori o i pediatri intuiscano che c'è qualcosa che non và. L'esperienza ci dice che un intervento precoce porta a chiarire la diagnosisenza così perdere del tempo prezioso;
§ lo scarso numero di centri specializzati per il recupero, laterapia e la riabilitazione psico-affettiva. Purtroppo non si è ancoradiffusa questa pratica forse perché solo da pochi anni si sta prendendocoscienza che, anche in casi considerati "gravi" (cioè poco modificabili),un intervento specialistico e multidisciplinare può fare veramente molto espesso arrivare anche a risolvere del tutto il problema;
§ sono troppo pochi i centri strutturati per una riabilitazionepsico-sensoriale e psico-affettiva, che richiedono una importantespecializzazione degli operatori (psicologi e psichiatri) e, soprattutto,una organizzazione complessa;
§ spesso il ritardo è dovuto a operatori poco qualificati chepropongono interventi che si sono dimostrati del tutto inutili(psicomotricità, tecnica cranio-sacrale, musicoterapia, comunicazionefacilitata, ippoterapia ludico-ricreativa, ecc.ecc.). Tutti questiinterventi possono risultare utilissimi, ma devono essere consideratiaccessori alla terapia riabilitativa che richiede psicologi, psicoterapeuti,psichiatri che abbiano anche una adeguata pratica oltre a specializzazione esupervisione qualificate;
§ ultimamente è entrato in uso il controllo della dieta e,soprattutto, in riferimento al glutine ed al lattosio. Sembra incredibileche una tale cecità clinica possa aver raggiunto una importanza tale dadistogliere i medici responsabili e le istituzioni dalle precise richiesteindotte da una psicopatologia tanto grave;
§ interpretazioni eziopatogenetiche di tipo genetico e/o neurologico(lesioni minime o alterazioni sconosciute dei meccanismi neuromodulatori)spostano l'obiettivo dell'intervento terapeutico sostituendolo conaccanimenti diagnostici che solo servono a perdere tempo perché se anche sitrovassero questi minimi errori strutturali (manca veramente molto prima chesi chiarisca il problema) la terapia da iniziare sarebbe comunque quella chegià si sta facendo;
§ perdite di tempo sono anche determinate da interventifarmacologici (ritalin) ed anche cognitivi (TEACCH, ABA, ecc.) che a tutt'oggi non hanno ancora ricevuto il beneficio di essere convalidate da unavalutazione precisa dei risultati ottenuti;
§ consideriamo per ultimo un atteggiamento nichilista che ancor oggimolti specialisti si permettono di diffondere attraverso convegni epubblicazioni. Sentirsi dire che per il proprio figlio diagnosticatoautistico (magari anche con qualche errore di interpretazione), o X-fragileo ipercinetico o Joubert o microcefalo, non c'è nulla da fare è strazianteper molti genitori, è immorale nei confronti di questi bambini, ma ancheinsultante per tutti coloro che, dopo esperienze di 10-20 anni, hannoottenuto risultati positivi e spesso risolutivi.

L'educatore spagnolo Alejandro Tiana Ferrer, in un seminario internazionaletenuti a Buenos Aires nel 2004, "La formazione docente tra il XIX ed ilsecolo XXI", ha dichiarato che la valutazione senza trattamento posteriorenon serve a nulla, è come quando in medicina si dice ". l'operazione èriuscita, ma il paziente è morto". Tiana sostiene che i docenti sonochiamati a nuove sfide, sono investiti da problematiche per le quali nonhanno ricevuto una adeguata preparazione.
La scuola di oggi non si è potuta adeguare alle necessità, anche perché ilsogno di un dirigente precursore come Nicola Angelillo (comunicazionepersonale) sarebbe quello di trovare un modello educativo adeguato ad ognitipo di personalità, ad ogni quadro di ritardo psico-mentale, ad ognimodello di funzionamento psico-patologico.
Oggi la psicopatologia dell'età evolutiva ha subito incrementi vertiginosi(basta pensare alla scalati incredibile di casi riferibili allo spettroautistico) e tutti questi bambini hanno diritto di entrare nella scuola dell'obbligo che è rimasta (ma forse giustamente) agli strumenti culturalibasilari come la lettura, la scrittura, la matematica, la storia, lageografia, la comprensione dei testi.
Gli alunni non sono gli stessi ed i professori non sono stati preparati adun nuovo compito che, per altro, è ben lungi dall'essere stato chiaramentedeterminato.
Basta pensare a problemi come la tossicodipendenza, all'AIDS, alla violenzagiovanile, alla crescita importante di quadri borderline per chiederci setutte queste situazioni limite non abbiano la loro origine in problematichesviluppate nell'infanzia o nella gioventù.
Questioni che riguardano temi come la debolezza dell'IO, la formazione di unsistema rappresentazionale condiviso, l'organizzazione del "Nome del Padre",del narcisismo secondario e del Sé, la permanenza di un Super-Io arcaico nelprofondo della personalità e ancora l'abuso psicologico, lo stress cronico,l'insufficienza dei sistemi di riferimento per l'auto-identificazione, laperdita (o sovversione) dei valori morali e sociali, il libertarismoculturale, sono le sfide nuove per i docenti anche se la scuola da solasicuramente non potrà affrontarli.
Proprio per questo lo specialista argentino Juan Carlos Tedesco definisce"domanda della scuola totale" quel bisogno che tutti intuiscono e che pochiriescono a delineare forse proprio perché richiede interventi globali emultidisciplinari, una preparazione vasta e profonda sui temi dellapsicopatologia dello sviluppo (cenerentola della psicologia e dellapaidopsichiatria), una formazione specifica di specialisti e, soprattutto,una grande capacità di analisi, di produrre programmi innovativi, divalutare i risultati con uno scrupolo ossessivo.
Romeo Lucioni - Anna Murdaca